Arghillà è nel cuore di un’amministrazione che fa dei quartieri popolari il proprio stimolo e punto di forza. Abbiamo più volte bonificato la zona. E’ qui che si sono insediati i primi orti urbani. E’ ad Arghillà che abbiamo dato nomi a strade senza anima e identità, dove ha ripreso smalto e vigore la fantastica esperienza di Ecolandia, dove la nuova Piazza Modenelle ha fatto da apripista ad un lavoro di rigenerazione del quartiere che, nonostante tutte le difficoltà, sta pian piano rinascendo e riscoprendo la sua bellezza, grazie soprattutto alla collaborazione fra cittadini ed istituzioni sintetizzata nel “Masterplan” che ridisegna spazi e possibilità attraverso una riprogettazione urbana e sociale.
Arghillà era stato trasformato in un ghetto, in una zona messa ai margini della società, dove la gente andava via e le case si stavano deprezzando nonostante una posizione che è fra le più suggestive al mondo. Non vogliamo torni così. Vogliamo, invece, un Arghillà aperta, che faccia della solidarietà, dell’amore e dell’amicizia un argine all’ostilità e ad al pregiudizio così come racconta il murales “La Madre di Arghillà” realizzata da Rosk e Loste in occasione della “Giornata dell’accoglienza”.
Anche per questo ci metteremo in cammino.
Abbiamo accettato la sfida di riportare dignità ad un luogo da troppo e troppo tempo dimenticato. Gli sforzi sono stati immani e ogni passo lo abbiamo mosso al fianco della gente, di chi abita il rione ed in quel rione affonda le radici della propria storia. Ne abbiamo ascoltato i bisogni, condiviso lo sconforto o esaltato i successi. Ad Arghillà abbiamo iniziato a rimettere ordine alle cose, inserendo in cima i problemi e le necessità delle persone. Ad Arghillà, primi in Italia così come ha riconosciuto “Save the Children”, è stata concessa l’iscrizione anagrafica ad una mamma e alle sue figlie minori, in base alla possibilità - riservata dalla legge ai sindaci - di derogare al divieto di iscrizione anagrafica per chi, seppur per necessità, occupa abusivamente degli alloggi, laddove si tratti di nuclei familiari con dei minorenni, a tutela delle loro condizioni igienico-sanitarie. E sui diritti e le persone si fondano i pilastri delle procedure avviate per la regolarizzazione dell’assegnazione degli alloggi di edilizia pubblica.
Un impegno che non può certo essere vanificato dalle circostanze, da una burocrazia elefantiaca o da un’organizzazione scellerata del sistema regionale dello smaltimento dell’immondizia. Partiamo da qui. Tutti insieme. Noi al fianco di ognuno di voi. Sabato, mettiamoci in cammino.
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