
CATANIA - REGGINA 0-0
26^ giornata - 16 febbraio 2020 - Stadio Massimino (Catania)
CATANIA (4-3-3): Furlan, Calapai, Mbende, Silvestri, Pinto (73’ Rizzo), Salandria (73’ Welbeck), Vicente, Biondi (66’ Capanni), Mazzarani (58’ Curcio) Di Molfetta (58’ Barisic), Beleck a disposizione: Martinez, Esposito, Marchese, Di Grazia, Biagianti,Manneh.
Allenatore: Cristiano Lucarelli
REGGINA (3-4-1-2): Guarna, Loiacono, Gasparetto, Rossi, Blondett (58’ Garufo), Nielsen, Bianchi (79’ De Francesco), Liotti, Sounas (70’ Bellomo), Denis (58’ Reginaldo), Corazza (79’ Sarao). a disposizione: Farroni, Geria, Bertoncini, Marchi, Paolucci, Rubin, Rivas,. Allenatore: Mimmo Toscano.
Arbitro: Feliciani (di Teramo)
Assistenti: Giuseppe Di Giacinto (Teramo), Giulio Basile (Chieti)
Ammoniti: 25’ Bianchi (R), 46’ Liotti (R), 48’ Calapai (C), 84’ Welbeck
Espulsi: 87’ Rizzo, 87’ Gasparetto
Note: Corner 5-4 Recupero 2 pt - 4 st
Finisce a reti bianche lo scontro del Massimino. Una gara insidiosa per gli amaranto che trovano un Catania in ripresa nell’ultimo periodo, tant’é che il primo tempo è di marca etnea, con la squadra di casa che pressa gli amaranto su ogni pallone e non gli consente di giocare, e che rischia di andare subito in vantaggio con Vicente. Pressione esercitata soprattutto a centrocampo, dove la Reggina appare lenta e prevedibile. Reggina che può recriminare per un calcio di rigore netto per fallo di mano in area di Calapai, che l’arbitro però non concede. Nel secondo tempo, le energie dei padroni di casa iniziano a diminuire e la Reggina guadagna metri ma non si rende quasi mai pericolosa. Numerose le palle inattive sprecate dagli amaranto che comunque possono contare su una difesa solida che lascia poche opportunità agli avversari. Un pari che consente alla Reggina di fare un altro passettino verso la promozione, in attesa di terminare questo febbraio di scontri complicati, ma che permette al Bari di accorciare le distanze. Sulla prestazione c’è sicuramente da rivedere qualcosa a livello di gioco, anche se Toscano adesso può contare sul recupero di Garufo e si spera di qualche altro esterno che le consenta di attuare il gioco che predilige. Nulla da dire sulla solidità della squadra e sopratutto sull’abitudine al sacrifico e alla sofferenza, qualità che permettono di gestire determinate gare che non si riescono a vincere.
LA GARA
Nell’insidiosa trasferta in terra siciliana, Toscano, che deve fare ameno dello squalificato De Rose, conferma la difesa a tre con Loiacono, Gasparetto e Rossi davanti a Guarna, mentre a centrocampo tira fuori la novità Nielsen, con Liotti e Blondett sulle fasce, insieme a Bianchi e Sounas che agirà dietro le punte Denis e Corazza. Il Catania si schiera invece con la difesa a quattro, con Salandria titolare e l’attacco formato dall’unica punta Beleck supportato da Mazzarani, Di Molfetta e Biondi.
Inizia subito bene il Catania che già dopo due minuti arriva alla conclusione dalla distanza con Vicente, bravo nell’occasione Guarna a deviare con l’aiuto della traversa. Più tardi é Silvestri che sugli sviluppi di un calcio d’angolo, colpisce di testa ma il pallone finisce tra le mani di Guarna. Sono le uniche occasioni di questo primo tempo, con la Reggina che non è riuscita ad andare al tiro neanche una volta. Il primo tiro nello specchio della porta per,la Reggina arriva all’80’ con una conclusione da fuori di Garufo, entrato al posto di Blondett, che finisce tra le mani di Furlan. Il finale vede solo una rissa tra Rizzo e Gasparetto che costa l’espulsione diretta per entrambi.
Peppe Laganà
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