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Mercoledi, 19 Agosto 2026 ore
11-03-2017 10:29 PCI Città Metropolitana, la misura sembra colma

Falcomatà disastro infinito!

Ma cosa deve ancora accadere in questa strampalata città perché si prenda coscienza del tragico errore che abbiamo commesso quando abbiamo creduto di aver eletto un sindaco che potesse riesumare la "primavera di Reggio"? Francamente non siamo ancora in grado di capire se, quando il primo cittadino agisce, condisca la sua azione di incapacità, di incoscienza, di arroganza o della sommatoria di tutto questo.

Possibile che non si comprendono le cose più elementari della vita amministrativa di un ente? Francamente siamo tentati seriamente di non occuparci più di questa tragicomica amministrazione comunale perché appare troppo facile, dopo l'ultima disastro sui fondi per le periferie e la resa incondizionata allo scalo di Lamezia e al suo protettore regionale, infierire su questa banda di sprovveduti. Oggi il sentimento che prevale è la pena e la tentazione sarebbe quella di abbandonarli al loro destino se a costoro, purtroppo, non fosse affidato il governo della città , oggi addirittura metropolitana.  Ma se prima il dissenso, per la pochezza politica del primo cittadino e della sua giunta, come un fiume carsico, seppur presente, non si era manifestato pubblicamente, adesso, dopo gli ultimi disastri, comincia inesorabilmente ad emergere in superficie ingrossandosi e cominciando a travolgere gli argini. Anche all' interno del palazzo municipale, si comincia a prendere coscienza del vuoto assoluto e dell'infantile arroganza del primo cittadino e dei suoi accoliti e in tanti, anche in prospettiva, cominciano pubblicamente a prendere le distanze. Un consigliere del PD in consiglio comunale, e non l'ultimo arrivato, fino a qualche tempo fa, scudiero fedele del primo cittadino, sbatte furente la porta e rinuncia alla delega residuata, accusandolo di circondarsi solo di mediocri adulatori ai quali è stato lasciato il "privilegio" di esultare quando si comincerà ad asfaltare la prima strada, attività che, in tutto il mondo, appare come una banalità amministrativa ma che, in questa strana città, viene spacciata come un accadimento rivoluzionario su cui fondare la prossima campagna elettorale.

I rappresentanti dei costruttori reggini (che non possono certo essere definiti dei comunisti ortodossi) stanchi ed esasperati finalmente escono alla scoperto e sbottano contro questa amministrazione di inetti ed incapaci.

Riportiamo virgolettate, per coloro a cui fosse sfuggito,  solo alcune frasi di un lungo e feroce comunicato:

".....assistiamo ad un sostanziale nulla di fatto. L' edilizia reggina ha visto dimezzare il numero degli addetti, con migliaia di operai senza una prospettiva di lavoro........e senza che si rilevino comportamenti fattivi che facciano almeno sperare in una inversione di tendenza ......né in una benché meno presa di coscienza della gravità della situazione....." e ancora "Fino ad ora molto tempo è stato impiegato in roboanti annunci e pochissime opere sono state avviate....nulla è realmente partito a fronte delle ingenti risorse programmate dal Patto della città metropolitana e della rimodulazione del decreto Reggio...". Continua “Chi ha un ruolo politico non può permettersi di cedere la propria responsabilità ad una non ben definita burocrazia o a predecessori ormai antichi.......se non si riesce, per capacità, per volontà o altre valide ragioni....e l' attore pubblico rimane chiuso nella sicurezza della propria torre d' avorio....lasci il passo ad altri più sensibili e concreti.......". Infine, "L' economia cittadina sta morendo ogni giorno di più ed è paradossale che ciò avvenga in una realtà a cui sarebbero destinati così tante risorse......non si può più andare avanti in questo modo!!!!!".

Parole di fuoco da sottoscrivere parola per parola a cui nulla si è ritenuto di rispondere.

Adesso la misura sembra colma; chi si aspetta un passo indietro del Sindaco e dei suoi ragazzotti evidentemente non conosce bene i personaggi: gli è capitato in mano  il giocattolo  e voglio continuare a giocare fino alla fine, anche a costo di mandarlo in mille pezzi.

Ma la città, le sue forze imprenditoriali, i giovani senza futuro, gli abitanti delle periferie sempre più ghetti abbandonati ed inospitali, oggi sono ad un tragico bivio: o riprendono in mano il loro destino uscendo apertamente allo scoperto e manifestando apertamente il loro dissenso per tanta dissennatezza ed incapacità o si accontentino di sopravvivere, per sempre ed in silenzio, in una città che tutto appare meno che tale.

Avv. Salvatore Chindemi - Responsabile per le politiche della Città Metropolitana del PCI

 

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