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Giovedi, 30 Luglio 2026 ore
09-04-2018 06:55 Risveglio Civile, a Reggio caos differenziata

La notizia che la raccolta differenziata dei rifiuti sarà estesa al centro storico ed altre aree contigue non può che suscitare nei reggini nuove grandi preoccupazioni e disagi. Se questo attivismo dell'Amministrazione Comunale di Reggio è dovuto solo al fatto che la Regione invierà circa 6 milioni di euro ad un Comune abituato a fare "salti" da un capitolo di bilancio all'altro (a volte non si sa da quale "gruzzolo" si prende il denaro e per quali destinazioni), non si capisce perché bisogna far pagare ai cittadini (a cui è già imposta una TARI salatissima) questo apparente progresso, con una enorme complicazione della loro vita.

In sostanza, i reggini sono stati trasformati tutti  in minicompattatori-selezionatori, e le loro case in centri di smistamento, per agevolare un servizio che in un solo anno costa più della realizzazione definitiva di impianti automatici che già esistono in Italia ed in Europa, e si occupano di separare l'umido dalle altre frazioni, che a loro volta possono essere scomposte anche in ulteriori 16 tipologie.

E le imprese che fanno questo lavoro, per giunta, comprano e pagano adeguatamente i rifiuti trattati, rimborsando le casse degli enti locali: si aboliscono una volta per tutte le discariche a cielo aperto, il percolato, i danni  da rifiuti tossici, i disservizi con montagne di spazzatura, i roghi alla diossina ecc.

L'attuale ditta appaltatrice, profumatamente remunerata, aveva già fatto fare alla città un salto indietro di vent'anni, quando ha sostituito i cassonetti apribili a pedale con quelli pesanti e antigienici da sollevare a mano. Tuttavia con i cassonetti differenziati delle isole ecologiche ci si poteva cimentare, condizioni fisiche permettendo. Quando saranno ritirati si vedrà cosa accade per le strade, come già accade negli altri quartieri.

La "giovane" giunta comunale dimentica che la città, specie nel centro storico, ha una percentuale altissima di persone anziane (per non parlare di chi ha difficoltà motorie, patologie croniche, e quant'altro), pochissimo adatte a compiere queste incombenze: verranno a casa nelle ore stabilite dalle ordinanze, assistenti sociali per fare la differenziata? E d'inverno?

La città risorta dopo il 1908 non è stata progettata per la differenziata, né dal punto di vista architettonico né tantomeno urbanistico. Dunque le abitazioni del centro storico non sono affatto adatte, né lo sono mai state, a questo tipo di raccolta. In migliaia di piccoli appartamenti si dovrebbe fare spazio per i numerosi mastelli. E si dovrà tenere la spazzatura dentro casa fino al giorno destinato ai diversi tipi di rifiuti. I condomìnii e gli isolati dovranno nei giorni stabiliti riempire i marciapiedi del centro storico (pensiamo agli isolati con varie decine di appartamenti) con un numero infinito di mastelli alla mercé -qui sì- di vandali impuniti, (altro che appelli al civismo) di randagi, di auto che invadono con parcheggi selvaggi. I marciapiedi, già striminziti, occupati dai mastelli impediranno ancora di più il transito di passanti, scolari, mamme con carrozzine, disabili, etc.

Un centro storico pieno di bar, ristoranti, luoghi di ritrovo ed esercizi commerciali, uffici pubblici e banche, invaso dai mastelli non sarà affatto un bello spettacolo per i turisti. Sarà un paradiso per topi e blatte, specie d'estate.

Oggi invece i cittadini, per lo più responsabilmente, (anche aiutando gli anziani) si adoperano per portare fuori dall'abitazione i sacchetti dei rifiuti fino al luogo di deposito. E non si potrà certo ingiungere a palazzi e caseggiati di rinunciare al diritto alla sicurezza per lasciare porte aperte alla raccolta dai mastelli. Specie di notte, si moltiplicheranno le interminabili attese in automobile, affinché i mezzi li svuotino.

È sperabile che i cittadini escano una buona volta dalla narcosi civile in cui sono caduti da troppo tempo e che li fa assistere a ogni sopruso del tutto incapaci di reagire.

Risveglio Civile

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